Fatti di rilievo intervenuti nel corso del 2011

Scioglimento della joint venture tra Acea e GDF Suez Energia Italia

In data 31 marzo 2011 è avvenuto il closing dell’operazione di scioglimento della joint venture nata nel 2002 tra Acea e GDF Suez Energia Italia (GSEI).

L’Accordo Quadro, sottoscritto il 16 dicembre 2010 tra Acea e GSEI, prevedeva l’esecuzione di una serie di operazioni da porre in essere in un unico contesto.

In particolare alla data di esecuzione (i) Acea ha acquistato da GSEI una partecipazione rappresentativa del 40,59% del capitale sociale di Acea Energia Holding S.p.A.; (ii) a seguito di scissione non proporzionale di GDF Suez Produzione S.p.A. (già AceaElectrabel Produzione S.p.A.) sono stati allocati alla società contestualmente costituita, Acea Produzione S.p.A., il cui capitale sociale è interamente detenuto da Acea Energia Holding S.p.A, gli asset e le attività funzionali alla gestione degli impianti idroelettrici e degli impianti termoelettrici di Tor di Valle e Montermartini; (iii) Acea ha ceduto a GSEI una partecipazione rappresentativa del 30% del capitale sociale di GDF Suez Holding di Partecipazioni S.p.A. (già Eblacea S.p.A.), a sua volta detentrice del 50% del capitale sociale di Tirreno Power S.p.A.; e (iv) Acea Energia Holding S.p.A. ha ceduto a GSEI una partecipazione rappresentativa dell’84,17% del capitale sociale di GDF SUEZ Energy Management S.p.A. (già AceaElectrabel Trading S.p.A.).

Con riferimento ai valori relativi alle partecipazioni compravendute si informa che:

  • per l’acquisto del 40,59% del capitale sociale di Acea Energia Holding, Acea ha versato a GSEI corrispettivo di € 123,9 milioni;
  • per la cessione del 30% del capitale sociale di Eblacea, Acea ha incassato da GSEI un corrispettivo di € 108,2 milioni;
  • per la cessione dell’84,17% del capitale sociale di AET, Acea Energia Holding ha incassato da GSEI un corrispettivo di € 33,7 milioni.

Le ulteriori operazioni finalizzate sono le seguenti:

  • Acea ha ceduto a GSEI i crediti finanziari vantati verso Roselectra, Voghera e AET a fronte del pagamento di un corrispettivo, pari al valore delle quote capitali e degli interessi maturati fino alla Data di Esecuzione, di € 49,2 milioni;
  • Acea ha ceduto a GSEI i crediti per dividendi deliberati da Eblacea per l’importo di € 1,8 milioni;
  • Acea ha acquistato da GSEI i crediti finanziari vantati da quest’ultima verso AEP a fronte del pagamento di un corrispettivo, pari al valore delle quote capitali e degli interessi maturati fino alla Data di Esecuzione, di € 25,1 milioni.

L’Accordo Quadro prevede, nell’ambito dello scioglimento della JV, una serie di pattuizioni ancillari. In particolare:

  1. ferme restando le necessarie autorizzazioni dei soggetti pubblici competenti nei limiti in cui tali autorizzazioni siano necessarie ai sensi della normativa applicabile, Acea ha concesso a GSEI un diritto di prelazione sugli impianti idroelettrici di Castel Madama, Cecchina, M. del Rosario, Mandela, Orte, Salisano, Sant’Angelo in caso di cessione che intervenga entro un periodo di 3 anni a far data dalla Data di Esecuzione. Alla Data di Esecuzione GSEI ha versato ad Acea quale corrispettivo per la concessione di detto diritto di prelazione un importo pari ad € 5,0 milioni;
  2. GSEI avrà diritto di partecipare al progetto attualmente in corso di studio relativamente alla sola unità CHP dell’impianto di Tor di Valle, così come eventualmente modificato, e comunque qualsiasi progetto di repowering relativo all’Impianto di Tor di Valle, con la sola eccezione di attività relative al solo teleriscaldamento qualora detto progetto venga avviato entro due anni dalla data di esecuzione;
  3. ferme restando le necessarie autorizzazioni dei soggetti pubblici competenti nei limiti in cui tali autorizzazioni siano necessarie ai sensi della normativa applicabile, Acea ha concesso a GSEI un diritto di prelazione sulla partecipazione detenuta da Acea attraverso Acea Energia Holding in Acea Energia in caso di cessione che intervenga entro un periodo di 3 anni dalla Data di Esecuzione. Alla Data di Esecuzione GSEI ha versato ad Acea quale corrispettivo per la concessione di detto diritto di prelazione un importo pari ad € 2,5 milioni;
  4. GSEI ha concesso ad Acea un’opzione irrevocabile e incondizionata, esercitabile entro il 30 settembre 2011, per la sottoscrizione di un contratto di fornitura di energia elettrica di durata quinquennale per 5TWh annui.

L’Accordo Quadro prevede che la cessione di Eblacea e Tirreno Power, nonché quella del Gruppo AceaElectrabel Produzione e, parimenti, l’acquisizione del 40,59% del Gruppo Acea Energia Holding sono sottoposte a conguaglio.

Le attività connesse alla determinazione di tale conguaglio non sono ancora concluse in quanto le parti sono impegnate ad analizzare le rispettive differenti posizioni.

L’operazione, che supera le soglie di rilevanza definite dalla Società per le operazioni con parti correlate, è stata approvata dal Consiglio di Amministrazione nella seduta del 25 novembre 2010, previa acquisizione del parere favorevole del Comitato per le Operazioni con Parti Correlate.

L’Accordo Quadro prevede che la cessione di Eblacea e Tirreno Power, nonché quella del Gruppo AceaElectrabel Produzione e, parimenti, l’acquisizione del 40,59% del Gruppo Acea Energia Holding siano sottoposte a conguaglio in ossequio all’Accordo Quadro sottoscritto tra Acea e GSEI. L’ammontare minimo di tali aggiustamenti ha un impatto pressoché nullo dal punto di vista finanziario mentre le ricadute economiche ammontano a circa € 7 milioni relativamente al differenziale di prezzo di cessione di Eblacea/Tirreno Power.

Poiché le parti non hanno trovato un accordo in merito alle differenti posizioni manifestate, Acea ha presentato ricorso al Tribunale di Milano per la nomina di un arbitratore ai sensi dell’Accordo Quadro: tale arbitratore è stato nominato nel mese di gennaio e sono attualmente in corso le formalità di affidamento dell’incarico da parte di Acea e GSEI.

Rapporti con Roma Capitale: servizio di pubblica illuminazione

Il 15 marzo 2011 Acea e Roma Capitale hanno stipulato l’adeguamento del contratto di servizio di pubblica illuminazione.

I punti salienti della rinegoziazione sono:

  • l’allungamento del contratto fino al 2027, rendendolo coerente con la Concessione, prolungando quindi la durata residua da 4 anni e 5 mesi a 17 anni;
  • la revisione dei parametri contrattuali, allineandoli a quelli del capitolato CONSIP della gara “Servizio Luce 2”;
  • la certezza del titolo di poter eseguire direttamente le attività connesse ad ampliamenti di rete, che, vigente la precedente versione del contratto, erano per Roma Capitale  soggette a gara;
  • il riconoscimento, alla scadenza del contratto, naturale o meno, del valore non ammortizzato degli investimenti effettuati da Acea (nella precedente versione non era previsto tale riconoscimento);
  • la sterilizzazione del c.d. “rischio-prezzo” dell’energia elettrica per l’alimentazione dell’impianto di illuminazione pubblica; nel corso del 2011 la clausola ha permesso il recupero di circa 3 M€ che, con la precedente versione del contratto, avrebbero avuto impatto negativo per pari importo sul risultato di gestione;
  • la previsione di un indennizzo a favore di Acea in caso di risoluzione anticipata del contratto per fatto di Roma Capitale, calcolato sulla base della marginalità attualizzata degli anni a scadenza (ovvero al 31 dicembre 2027).

Alla luce della nuova struttura contrattuale e delle modifiche organizzative intervenute nel Gruppo è in corso il ridisegno del modello di funzionamento del servizio di illuminazione pubblica nel Comune di Roma e l’adeguamento del contratto di appalto esistente con la Capogruppo.

Piano della luce

Nel periodo di osservazione sono state iniziate le attività relative al cd. Piano Luce per la Capitale presentato, sul finire dello scorso anno, dall’amministrazione comunale di Roma e i vertici di Acea.

Il 3 agosto 2010 con Delibera comunale n. 252 sono stati definiti e approvati ufficialmente finalità e tempi di attuazione del Piano, che intende intervenire su strade, aree e siti nel territorio del Comune di Roma (preventivamente censiti) parzialmente o totalmente privi di illuminazione o con impianti da potenziare, al fine di garantire la mobilità e la sicurezza della cittadinanza. Sono stati individuati circa 3.600 impianti di illuminazione pubblica, distribuiti su una rete di oltre 1.400 km, comprendenti, secondo una stima di massima, circa 52.000 punti luce. Il Piano, inoltre, in attuazione delle direttive nell’ambito del risparmio energetico e dell’inquinamento ambientale, prevede, ove possibile, di privilegiare l’utilizzazione di tecnologia a LED, poiché tale scelta – si legge nel testo della Delibera: «per la maggiore efficienza luminosa, per la resa cromatica e per la maggiore durata nel tempo delle apparecchiature LED, consente di ridurre sia consumi energetici unitamente all’emissione di CO2 in atmosfera, sia i costi di gestione e di manutenzione degli impianti stessi». Dal 23 agosto 2011 al 31 Dicembre 2011 l’U.O. Sviluppo Impianti ha realizzato impianti su 133 strade di pertinenza dei Municipi V°,XIII° e XX° del Comune di Roma operando scavi per più di 61 km, parte dei quali eseguiti con la tecnologia non invasiva denominata “microtunneling” (che consente una ridotta sezione di scavo, cantieri di estensione ridotta con intuibili vantaggi sulla viabilità e riduzione dei disagi ai cittadini).

Il totale di lampade installate ammonta a 3137, delle quali 876 con tecnologia LED i restanti con tecnologia SAP (Sodio ad Alta Pressione) con potenze comprese tra 100 e 250 W.

A eccezione di un tratto di Via Ara delle Rose (che prevedeva il completamento di un tratto preesistente con pali in acciaio) sono stati impiegati  sostegni in Vetroresina, materiale che assicura, rispetto ai pali tradizionali  in acciaio, una migliore resistenza alla corrosione.  

Durante lo svolgimento dei lavori sono stati condotti audit allo scopo di verificare il livello di sicurezza dei cantieri rilevando solo lievi non conformità immediatamente risolte.

Al 31 Dicembre 2011 su tutti cantieri gestiti non si sono registrati infortuni  ne “near miss” (quasi incidenti).

Oltre ai realizzati, sono stati “predisposti” ulteriori 360 Punti luce attualmente non completabili per motivi tecnici indipendenti dalla struttura quali, ad esempio, autorizzazioni non concesse da Enti terzi (Arsial) oppure lavori per i quali, a seguito dei risultato delle indagini geologiche, si potrà intervenire solo dopo aver ottenuto espressa autorizzazione da parte di Roma Capitale della copertura dei maggiori oneri necessari.

Acconto sul dividendo 2011

In data 29 novembre 2011, il Consiglio di Amministrazione di Acea S.p.A. ha deliberato la distribuzione di un acconto sul dividendo ordinario 2011 pari a 0,28 Euro per azione.

La determinazione dell’acconto sul dividendo 2011 è avvenuta sulla base della situazione contabile al 30 settembre 2011 del Gruppo Acea e alla luce della prevedibile evoluzione della gestione per l’esercizio in corso.

La società di revisione Reconta Ernst & Young ha rilasciato in data 29 novembre 2011 il parere previsto dall’articolo 2433 del Codice Civile.

Robin Hood Tax

In data 14 settembre 2011 è stato convertito in legge il Decreto Legge n. 138 del 13 agosto 2011, cosiddetta “manovra correttiva bis”, che prevede, inter alia, la modifica alla disciplina dell’addizionale IRES (cd. “Robin Hood Tax”).

La legge ha esteso l’addizionale IRES del 6,5%, in aggiunta ai settori già colpiti dall’imposta, tra gli altri ai soggetti operanti nei settori della trasmissione, dispacciamento e distribuzione di energia elettrica nonché ai soggetti operanti nei settori della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili (indipendentemente dalla tipologia di risorse utilizzate). Con lo stesso provvedimento è stato inoltre introdotto un incremento dell’aliquota dell’addizionale di quattro punti percentuali per il triennio 2011- 2013 (dal 6,5% al 10,5%).

In caso di superamento dei parametri previsti dalla medesima legge, l’addizionale in parola si applica, quindi, ad Acea Distribuzione e Arse oltre che a Acea Produzione, Acea Energia e ARIA.

Tale modifica, calcolata sul perimetro potenziale, comporta un maggior onere annuo per il Gruppo Acea stimabile in termini di imposte correnti in circa € 13 milioni per il triennio 2011 – 2013.

Piani di incentivazione a medio – lungo termine

Con deliberazione adottata il 16 settembre 2010, il Comitato per la Remunerazione ha approvato il secondo ciclo (2010–2012) del Piano di Incentivazione a Lungo Termine istituito nel 2007.

Rimangono inalterate l’articolazione del Piano e le modalità di calcolo dei premi mentre è stato ridefinito il perimetro degli assegnatari del Piano in conseguenza dei cambiamenti organizzativi avvenuti dalla partenza del primo ciclo.

Si ricorda che tale piano di incentivazione a lungo termine è rivolto al Vertice e ai Dirigenti del Gruppo Acea e che le finalità del Piano consistono:

  • nella incentivazione del management al perseguimento dei risultati economico–finanziari del Gruppo nell’interesse dell’azionista, allineando così gli obiettivi del management  stesso con quelli degli azionisti; e
  • nella fidelizzazione della dirigenza.

Oggetto del piano è l’erogazione di un importo in denaro, calcolato in percentuale della Retribuzione Annua Lorda (RAL) degli Assegnatari (Amministratore Delegato e prime linee di Acea S.p.A.) in funzione del livello di raggiungimento di obiettivi economico – finanziari predeterminati. In particolare, l’entità dei benefici sarà (i) commisurata alla RAL al 31 dicembre di ciascun anno del ciclo di riferimento; (ii) da cumularsi nei tre anni del ciclo; e (iii) erogata – eventualmente – solo al termine del terzo anno di ciascun ciclo.

La percezione dei benefici è funzione del livello di raggiungimento degli obiettivi di performance aziendale che saranno, volta per volta, determinati dal Comitato per la Remunerazione, ed è condizionata al sussistere di determinate condizioni soggettive dell’Assegnatario.

In particolare, il secondo ciclo prevede l’erogazione del premio corrispondente a ciascuno degli indicatori in funzione del raggiungimento della performance attesa.

Gli indicatori sono:

  • margine operativo lordo;
  • remunerazione del capitale investito;
  • creazione di valore per gli azionisti che valuta la capacità di Acea confrontandola con un paniere di titoli, appartenenti al settore delle utilities.

Nel corso del 2010, con riferimento al primo ciclo, il Comitato per la Remunerazione ha verificato il mancato raggiungimento degli obiettivi.

Verifiche Direzione vigilanza e controllo dell'Autorità

VIS 44/11

Nei giorni 17 e 18 maggio 2011, la Direzione Mercati e la Direzione Vigilanza e Controllo dell’AEEG, supportate dai militari del Nucleo Speciale Tutela Mercati della Guardia di Finanza, hanno condotto l’ispezione preannunciata dalla delibera VIS 44/11 “Approvazione del programma di verifiche ispettive nei confronti di due gestori di rete in materia di erogazione del servizio di connessione alla rete elettrica di impianti di produzione” e dall’apposita comunicazione del 10 maggio 2011 recapitata ad Acea Distribuzione.

Nella circostanza, i diversi uffici di Acea Distribuzione coinvolti dal processo di gestione delle richieste di connessioni attive hanno collaborato per riscontrare le richieste di informazioni e di dati contenuti nella check list approntata dall’AEEG e, quindi, per raccogliere e organizzare la documentazione afferente:

  • 5 pratiche oggetto di reclami puntuali;
  • 52 pratiche campionate dal nucleo ispettivo (su un totale di circa 4.000);
  • 5 pratiche campionate dal nucleo ispettivo (su un totale di 275) tra quelle indennizzate o non indennizzate anche se sollecitate dal richiedente.

La documentazione sopra indicata è stata resa, in copia, nella disponibilità del nucleo ispettivo che ha provveduto ad acquisirla per le proprie successive analisi.

Con lettera del 2 agosto 2011, l’AEEG ha comunicato ad Acea Distribuzione gli esiti della verifica ispettiva dichiarando che l’analisi dei documenti raccolti ha evidenziato l’applicazione sostanzialmente corretta dei provvedimenti oggetto della verifica ispettiva.

All’interno della VIS 99/11, a chiusura dell’istruttoria conoscitiva avviata con la deliberazione dell’AEEG 16 marzo 2011, VIS 42/11, sull’erogazione del servizio di connessione alla rete degli impianti di produzione di energia elettrica da parte dei gestori di rete, l’AEEG ha comunicato che con riferimento alla Vis 44/11 “la verifica ispettiva presso Acea si è conclusa con esito positivo non avendo riscontrato significative anomalie”.

VIS 60/11

Con delibera VIS 60/11, del 26 maggio 2011, notificata ad Acea Distribuzione il 22 giugno 2011, l’AEEG ha avviato un procedimento nei confronti della società per l’accertamento di violazioni in materia di registrazione delle interruzioni del servizio di distribuzione dell’energia elettrica.

Tale procedimento è originato dalle segnalazioni operate da alcuni clienti alla stessa AEEG e allo Sportello del Consumatore, relative all’interruzione senza preavviso della fornitura di energia elettrica a uso di un condominio avvenuta il 22 agosto 2009. In esito alle richieste di informazioni avanzate dallo Sportello del Consumatore, Acea Distribuzione ha prodotto, a più riprese, documentazione riguardante sia le registrazioni delle interruzioni relative all’utenza in questione, che notizie di dettaglio sullo stato degli impianti interessati e le cause tecniche del guasto.

Tali informazioni sono state trasferite dallo Sportello del consumatore agli Uffici competenti dell’AEEG che hanno ravvisato gli estremi per l’apertura del procedimento in trattazione. La società intende predisporre una memoria sull’accaduto da rendere disponibile agli stessi Uffici dell’AEEG. Il procedimento è tuttora in corso.

VIS 24/10

La VIS 24/10 del 19 aprile 2010 ha assorbito la precedente VIS 72/09 del 17 luglio 2009 per quanto riguarda le contestazioni sulla completezza e la tempestività delle trasmissioni dei dati di misura ai venditori, oltre che sull’adeguatezza dei supporti informatici utilizzati a tale scopo, rappresentando un’ulteriore ipotesi di inadempienza per il ritardo accusato nel trattamento orario delle utenze con potenza disponibile superiore a 55 kW.

Il 21 giugno 2010 è stata inoltrata alla Direzione Legale dell’Autorità una memoria difensiva che ha ripreso le tesi già espresse nelle precedenti memorie per quanto riguarda i punti di sovrapposizione con la VIS 72/09 e, in merito all’ulteriore eccezione, ha giustificato il ritardo sul trattamento orario delle utenze con potenza disponibile superiore a 55 kW con l’incomprimibilità dei tempi tecnici richiesti dall’industrializzazione dell’apposito contatore.

Con la delibera VIS 91/11 del 6 ottobre 2011, la Direzione Legale dell’Autorità ha rigettato, nella sostanza, tutte le tesi difensive espresse nella memoria ed ha comminato alla società una sanzione economica complessiva di euro 243.000 (duecentoquarantatremila), nonché la prescrizione ad adempiere, entro 120 giorni dalla data di notifica della stessa delibera, al  trattamento orario per tutte le utenze con potenza disponibile superiore a 55 kW.

La società ha provveduto al pagamento della penale e, alla scadenza prescritta dell’8 febbraio 2012, a fornire evidenza alla Direzione Legale dell’Autorità dell’avvenuto adempimento in termini di effettiva applicazione del trattamento orario alle utenze aventi diritto, fatte salve alcune residuali casistiche, con oggettive difficoltà di accesso, sulle quali sono stati programmati ulteriori tentativi, il cui esito positivo sarà oggetto di apposita comunicazione alla predetta Direzione.

VIS 59/11

In data 23 giugno 2011, la Direzione Vigilanza e Controllo dell’AEEG ha notificato ad Acea Distribuzione la delibera VIS 59/11 del 19 maggio 2011 “Approvazione del programma di verifiche ispettive nei confronti di imprese di distribuzione dell’energia elettrica in merito ai dati di continuità del servizio comunicati all’Autorità per l’energia elettrica e il gas nell’anno 2011”. La notifica stabilisce di fatto il coinvolgimento della società nell’accennata attività ispettiva.

Nelle giornate del 12 e 13 luglio 2011 un Nucleo Ispettivo dell’AEEG, coadiuvato dalla Guardia di Finanza, ha svolto la suddetta verifica in Acea Distribuzione in merito alla regolare registrazione dei dati relativi alla continuità del servizio elettrico. Le operazioni ispettive sono state svolte ai sensi della citata deliberazione AEEG VIS 59/11 ed in seguito alla formalizzazione ad Acea Distribuzione da parte dell’AEEG avvenuta con raccomandata n. 0018066 del 05 luglio 2011. Le verifica ha avuto buon esito (vedasi anche in questo caso la Deliberazione ARG/elt 170/11 del 24 novembre 2011 che ne evidenzia le risultanze definitivamente approvate dall’AEEG) non generando sanzioni per l’Azienda e confermando la correttezza ed accuratezza dei processi di trattamento e registrazione dei dati di continuità attualmente in essere.

Certificazione Ohsas 18001:2007

Il processo di certificazione di Acea Distribuzione S.p.A. secondo gli standard della norma Ohsas 18001:2007 (Sistema di Gestione della Sicurezza), iniziato ad agosto 2009, si è concluso in data 14/05/2010.

L’Ente di Certificazione Lloyd’s Register ha infatti rilasciato, dopo numerose ispezioni di verifica documentale e di applicazione del Sistema sul campo, il Certificato di Approvazione di Acea Distribuzione S.p.A. per conformità alla norma Ohsas 18001:2007.

Tale certificato è stato consegnato dall’Amministratore Delegato di Llyod’s Register Italia al Presidente di Acea Distribuzione S.p.A. il giorno 9 Luglio 2010.

Nell’ambito del processo di mantenimento della Certificazione del Sistema di Gestione della Sicurezza, attuato secondo la norma Ohsas 18001:2007, sono state condotte nel mese di dicembre 2010, dall’Ente di certificazione Lloyd’s Register Quality Assurance,  n° 3 giornate di visite ispettive di “1° Sorveglianza”, al fine di verificare lo stato di implementazione, attuazione e miglioramento del SGS. L’esito finale di tali verifiche è stato positivo.     

Nell’ambito del processo di mantenimento della Certificazione del Sistema di Gestione della Sicurezza, attuato secondo la norma Ohsas 18001:2007, sono state condotte nel mese di Dicembre 2011, dall’Ente di certificazione Lloyd’s Register Quality Assurance,  n° 3 giornate di visite ispettive di “2° visita di Sorveglianza”, al fine di verificare lo stato di implementazione, attuazione e miglioramento del SGS.

L’esito finale di tali verifiche è stato positivo. La prossima verifica di Sorveglianza (3°) è fissata per il mese di Maggio 2012.

Nuovo regolamento scavi e Cosap

L’amministrazione capitolina, dopo aver dichiarato decaduta l’ordinanza 266/2010 sui ripristini stradali, ha emesso una nuova ordinanza identica alla precedente: la n. 374/2011 (si prevede che essa resterà in vigore almeno fino alla fine al 31/12/2012, giacché il DPCM 04/12/2011 ha prorogato l’emergenza traffico a Roma fino alla stessa data). Si ricorda che l’amministrazione capitolina ha aggiornato, con delibera del 30/07/2010, le tariffe COSAP (aumento del 35%) con efficacia retroattiva dal 1° gennaio 2010.

Progetti  di innovazione tecnologica

Smart Network Management System

Nel giugno 2010 Acea Distribuzione S.p.A. ha presentato al Ministero dello Sviluppo Economico l’istanza di accesso alle agevolazioni finanziarie a valere sul fondo per l’innovazione tecnologica (FIT), secondo le procedure previste per legge, in riferimento ad un progetto dal titolo “Smart-network Management System (SMS): evoluzione tecnologica nella gestione della rete di distribuzione elettrica” avviato, per le sue fasi preliminari e di impostazione, nel luglio 2010. Il progetto citato, di importo complessivo 12,7 milioni di euro circa (importo agevolabile 11,0 milioni circa), di durata triennale, si articola in vari sottoprogetti mirati a valorizzare e ulteriormente sviluppare le iniziative già poste in essere da Acea Distribuzione S.p.A. per migliorare la continuità del servizio elettrico e per aumentare l’efficienza gestionale in accordo con le prescrizioni generali e particolari stabilite dall’Autorità di settore.

Nel dicembre 2010 il ,Ministero dello Sviluppo Economico ha formalizzato il proprio nulla osta a procedere con l’iter previsto dal Decreto Ministeriale 14 dicembre 2009. Nel primo semestre del 2011 sono state avviate le attività operative dei diversi sottoprogetti ed il monitoraggio sistematico delle stesse.

Nel maggio 2011 il Ministero ha richiesto ad Acea Distribuzione la comunicazione dei riferimenti tecnici e bancari per l’imminente avvio della fase di negoziazione avvenuto nell’ultimo trimestre dell’anno. Si è quindi svolto un incontro di approfondimento con la commissione scientifica del Ministero a valle del quale è stata presentata, da Acea Distribuzione, una relazione per puntualizzare meglio i contenuti ed il carattere innovativo dell’iniziativa nonché per recepire alcune linee guida suggerite dal Ministero stesso.

Progetto pilota Smart Grid

In data 09-11-2010 Acea Distribuzione S.p.A. ha inoltrato all’Autorità per l’energia elettrica e il gas l’istanza al trattamento incentivante relativo alla delibera ARG/elt n. 39/10, in riferimento al  progetto pilota Smart Grid che vedrà il suo sviluppo negli anni 2011 - 2012.

Il progetto citato, di importo complessivo di circa 4,9 milioni di euro, si articola in vari sottoprogetti mirati a sviluppare delle soluzioni innovative nella direzione del miglioramento della continuità del servizio e, nello stesso tempo, allo sviluppo di nuovi criteri per la gestione della rete di distribuzione seguendo le evoluzioni della rete stessa e in accordo con gli indirizzi e le prescrizioni generali stabilite dall’Autorità.

L’Autorità con delibera ARG\elt 12/11, pubblicata in data 8 febbraio 2011, ha ammesso al trattamento incentivante il progetto presentato da Acea Distribuzione. Il progetto procede nello sviluppo delle attività come previsto dal programma cronologico.

Nuovo ciclo tariffario 2012 / 2015

Con la Delibera ARG/elt 6/11, del 31 gennaio 2011,  l’Autorità per l’energia elettrica e il gas ha avviato il procedimento per la formazione di provvedimenti in materia di tariffe per l’erogazione dei servizi di trasmissione, distribuzione e misura dell’energia elettrica e di condizioni economiche per l’erogazione del servizio di connessione, per il periodo di regolazione 2012-2015. Nell’ambito di questo procedimento ha pubblicato i seguenti documenti di consultazione:

DCO 5/11: Orientamenti finali in relazione all’ipotesi di incremento della potenza prelevabile per le utenze elettriche domestiche;

DCO 13/11: Regolazione tariffaria dei prelievi e delle immissioni di potenza ed energia reattiva nei punti di prelievo e nei punti di interconnessione tra reti;

DCO 29/11: Criteri per la definizione delle tariffe per l’erogazione dei servizi di trasmissione, distribuzione e misura dell’energia elettrica per il periodo 2012-2015- Inquadramento generale del procedimento e criteri per la determinazione dei costi riconosciuti;

DCO 34/11: Criteri per la definizione delle tariffe per l’erogazione dei servizi di trasmissione, distribuzione e misura dell’energia elettrica per il periodo 2012-2015- Criteri e meccanismi per l’incentivazione degli investimenti strutturali;

DCO 42/11: Criteri per la definizione delle tariffe per l’erogazione dei servizi di trasmissione, distribuzione e misura dell’energia elettrica per il periodo 2012-2015- Criteri di allocazione dei costi, tariffe, vincoli ai ricavi e perequazione;

DCO 45/11: Criteri per la definizione delle tariffe per l’erogazione dei servizi di trasmissione, distribuzione e misura dell’energia elettrica per il periodo 2012-2015- Orientamenti finali.

Le principali novità contenute nel documento finale sono:

  • Sostituzione dell’attuale meccanismo, che prevede una tariffa media nazionale integrata dalle perequazioni generali e dalla perequazione specifica aziendale (psa), con una tariffa per impresa costruita per tenere conto delle specificità aziendali, nelle seguenti modalità:
    • riconoscimento del capitale investito dell’impresa con criterio parametrico per il capitale di media e bassa tensione al 2007 e riconoscimento del capitale effettivo per l’alta tensione e, a partire dal 2008, il riconoscimento puntuale degli incrementi patrimoniali aziendali;
    • riconoscimento dei costi operativi d’impresa in base a un coefficiente di modulazione dei costi medi nazionali stabilito con parametri AEEG rapportati alle variabili di scala dell’impresa 2010;
    • mantenimento della perequazione misura ed abrogazione della perequazione dei costi commerciali, prevedendo la copertura dei costi medi nazionali differenziati tra le imprese che hanno costituito separata società di vendita rispetto a quelle ancora integrate;
    • conferma delle regole di aggiornamento del capitale investito, prevedendo una maggiorazione del wacc dal 7% del III° periodo regolatorio al 7,6% per lo stock di capitale investito al 31 dicembre 2011 e all’8,6% per i successivi incrementi patrimoniali. L’incremento dell’1% è fissato per tenere in considerazione il ritardo di due anni nel riconoscimento tariffario degli incrementi patrimoniali (cd. lag regolatorio);
    • conferma delle regole di aggiornamento dei costi operativi attraverso i meccanismi dei recuperi di efficienza (x-factor) fissati al 2,8% per l’attività di distribuzione e al 7,1% per l’attività di misura;
    • conferma ed estensione delle categorie di investimento a maggiore remunerazione ( investimenti incentivati);
    • individuazione di una componente di misura a copertura del residuo non ammortizzato dei misuratori elettromeccanici sostituiti con misuratori elettronici ai sensi della deliberazione 292/06, e possibilità di richiedere l’anticipazione di tali ricavi per tutto il periodo regolatorio.

Le tariffe di riferimento per impresa saranno pubblicate entro il 31 marzo di ogni anno del periodo regolatorio ed entro il 30 aprile per l’anno 2012.

Rapporti con Aato 5

In data 1 giugno 2011, con nota prot. AT/1461, l’Aato ha notificato richiesta di escussione della fidejussione bancaria dell’importo di € 2.843mila attraverso la quale l’Autorità d’Ambito (nelle persone del Presidente e del Direttore della STO) ha avanzato nei confronti di Unicredit richiesta di escussione della fideiussione bancaria – pari ad € 2.843mila – prestata dalla Società, ex art. 31 della Convenzione di Gestione, a garanzia del corretto adempimento delle proprie obbligazioni.

In particolare, la richiesta di escussione della fideiussione avanzata dall’Autorità d’Ambito sarebbe giustificata dal mancato pagamento, da parte della Società, del canone di concessione.

Al riguardo si ritiene che il provvedimento adottato dall’Ente d’Ambito è certamente ingiusto ed illegittimo – in considerazione del fatto che il mancato pagamento dei canoni di concessione, lungi dall’essere imputabile ad una responsabilità della Società è piuttosto una conseguenza diretta della stessa inerzia/inadempimento dell’Autorità d’Ambito in ordine alla determinazione delle tariffe.

A fronte della suddetta richiesta la Società ha presentato, innanzi il Tribunale di Roma, ricorso ex art. 700 cpc, affinché si accertasse l’inesistenza del diritto dell’Ente d’Ambito di escutere la polizza fideiussoria. Il citato ricorso è stato rigettato dal Tribunale adito, pertanto, Acea Ato5 S.p.A in data 8 settembre 2011 ha presentato reclamo avverso l’ordinanza di rigetto.

La Società, nel contempo, con nota prot. 30762 del 16 settembre 2011, ha diffidato l’AATO5  al pagamento di € 10.700mila di cui all’atto di  transazione legale del 27 febbraio 2007.

Il suddetto reclamo è stato  rigettato dal Tribunale di Roma con ordinanza n. 18950 del 21 novembre 2011. Altresì, la Società contestualmente al ricorso ex art. 700 c.p.c. ha proposto ulteriore ricorso al TAR Lazio per l’annullamento del provvedimento di escussione della polizza fidejussoria.

Il Giudice amministrativo, con ordinanza n. 6352/2011, ha disposto la trasmissione del fascicolo di causa al Presidente del TAR Lazio, affinché individui la sezione del TAR Lazio competente, non riconoscendo la sussistenza dei presupposti per l’adozione di misure cautelari.

In data 01 dicembre 2011 si è tenuta l’udienza fissata a seguito del trasferimento della causa al TAR Lazio Sezione di Latina. All’esito di suddetta udienza, il Giudice Amministrativo, con ordinanza n. 497/2011, ha respinto l’istanza di tutela cautelare, ritenendo che il ricorso presenti profili di inammissibilità per difetto di giurisdizione.

A seguito di ciò, l’Unicredit ha comunicato con nota del 14/12/2011 di aver provveduto al pagamento  a favore dell’Aato della somma escussa di € 2.843mila richiedendo, altresì, di provvedere al ripristino delle somme costituite a pegno in favore della fidejussione stessa.

Considerate le ragioni di illegittimità, evidenziate negli atti del giudizio, dell’escussione della fideiussione disposta dal Presidente dell’Aato e il rischio di ripetute, immotivate ed arbitrarie future escussioni, la Società ha deciso di non procedere, in attesa delle definitive determinazioni del Commissario ad Acta, alla ricostituzione della garanzia sottesa. 

Quanto sopra anche in ragione di approfondite valutazioni giuridico-legali che hanno evidenziato come la mancata e/o ritardata ricostituzione della predetta garanzia equivalga ad un mero inadempimento rispetto ad un obbligo contrattuale sussistente a carico del Gestore del Servizio Idrico Integrato e come per tale specifica ipotesi di inadempimento, gli strumenti contrattuali vigenti tra le parti non prevedono alcuna penale; né tale circostanza risulta essere prevista tra le cause di risoluzione espressa della Convenzione di gestione.

Con riferimento al procedimento penale aperto a carico di alcuni dirigenti di Acea si informa che il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Frosinone, in data 11 maggio 2011, ha pronunciato e pubblicato mediante lettura del dispositivo la sentenza con la quale ha dichiarato il “non luogo a procedere” nei confronti dei vertici di Acea con la formula “perché il fatto non sussiste”

L’8 settembre sono state rese note le motivazioni alla base della sentenza.

Nel riconoscere l’insussistenza del reato relativamente ai tre capi di accusa sono stati evidenziati importanti elementi che chiariscono la correttezza dell’operato della società.

  • Abuso di ufficio
    • Confermato il diritto al riconoscimento dei maggiori costi non adeguatamente inseriti in Piano d’Ambito
    • Confermata la corretta imputazione contabile e la consistenza dei costi così come accertato dalla Polizia Giudiziaria
    • Evidenziata l’improprietà della definizione di irretroattività della tariffa
  • Truffa
    • Accertata la non ascrivibilità al Gestore delle inefficienze gestionali
    • Confermata l’errata redazione del Piano d’Ambito originario
  • Frode in pubbliche forniture
    • Accertata la contraddittorietà delle contestazioni alla società che mina la fondatezza dell’accusa: da un lato si contesta il reato di truffa per aver conseguito un ingiusto profitto dagli investimenti realizzati; dall’altro lato si contesta il reato di frode in quanto il Gestore avrebbe omesso di realizzare gli investimenti cui si era obbligato ed indicati nel Piano d’Ambito.

Revamping Impianto di trattamento dei rifiuti

La Società SAO S.p.A. ha presentato nel giugno 2010 alla Regione Umbria istanza di V.I.A. coordinata A.I.A. per il progetto di revamping dell'impianto di trattamento rifiuti e ampliamento della discarica per rifiuti non pericolosi ubicati in località Pian del Vantaggio 35/a, Orvieto.

Nel corso della procedura autorizzativa, la Direzione Regionale per i Beni Architettonici e Paesaggistici dell'Umbria ha avviato un procedimento di tutela diretta delle aree interessate dall'ampliamento della discarica ai sensi del D. lgs. 42/2004.

Nel giugno 2011 la società ha ottenuto dal Servizio V.I.A. della Regione Umbria la compatibilità ambientale del progetto, con l'esclusione dell'ampliamento della discarica fase 2 (nell'area del c.d. terzo calanco). Per effetto delle determinazioni del Servizio V.I.A., la Provincia di Terni ha chiesto alla società la rimodulazione del Piano Economico Finanziario di progetto, con lo stralcio dell'ampliamento discarica fase 2.

In data 04 agosto 2011 la Direzione Regionale per i Beni Architettonici e Paesaggistici dell'Umbria ha notificato alla società il Decreto di vincolo, emanato ai sensi dell'art. 13 del D. lgs. 42/2004, con cui è stata sottoposta a tutela diretta l'area destinata all'ampliamento della discarica fase 2 (c.d. terzo calanco), in quanto "di interesse storico monumentale ed etnoantropologico particolarmente importante".

In data 11 agosto 2011 la Provincia di Terni ha rilasciato alla società l'Autorizzazione Integrata Ambientale per il progetto di REVAMPING DELL’IMPIANTO DI TRATTAMENTO RIFIUTI ED AMPLIAMENTO DELLA DISCARICA PER RIFIUTI NON PERICOLOSI, presentato dalla Società, con l'esclusione dell'ampliamento della discarica fase 2 (comunemente detto terzo calanco).

I lavori per l’ampliamento della discarica, affidati a seguito di una procedura di evidenza pubblica esperita tramite le funzioni della Capogruppo Acea S.p.A., si prevede che siano completati, salvo imprevisti ed avverse condizioni meteo, entro il mese di aprile 2012.

È in corso di espletamento la procedura di evidenza pubblica, esperita tramite le funzioni della Capogruppo Acea S.p.A., finalizzata all’affidamento dei lavori relativi all’intervento di revamping dell’impianto di trattamento rifiuti.

Nel mese di settembre 2011 la società ha impugnato, con ricorso gerarchico, al Ministero per i Beni e le Attività Culturali, il provvedimento di vincolo e con ricorso al TAR il giudizio di compatibilità ambientale (V.I.A.), nella parte in cui lo stesso è stato limitato al revamping dell'impianto ed alla sopraelevazione della discarica, escludendo il c.d. terzo calanco.

Nel mese di agosto 2011 l'ATI 4 ha richiesto a SAO e ad ASM Terni di revisionare il PEF dei rispettivi progetti sulla base di diversi flussi di rifiuti e diversa configurazione impiantistica. La società ha elaborato la revisione del PEF e del progetto richiesto dall’ATI 4 con il supporto delle competenti strutture della capogruppo ed ha rimesso tale documentazione all’ATI 4. Le verifiche e gli approfondimenti dell’ATI 4 sulla medesima documentazione sono tuttora in corso.

Nel corso del 2011 la società ha superato positivamente gli audit per la conferma della certificazione ambientale UNI EN ISO 14001:2004 e di quella per la sicurezza  OHSAS 18001:2007. Inoltre, a settembre 2011 ha ottenuto, da parte del Comitato Ecolabel – Ecoaudit sezione EMAS Italia la registrazione della certificazione EMAS per tutte le attività.

Il 20 dicembre 2011 il Ministero per i beni e le Attività Culturali ha accolto il ricorso gerarchico, presentato da SAO, sopra citato, annullando il provvedimento di tutela relativo al terzo calanco.